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Con il
patrocinio di:

Regione Veneto

Provincia di Verona

Comune di Casaleone
Assessorato alle Attività Economiche e
Agricoltura

C.C.I.A.A. di Verona
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STORIA
A Verona la
coltivazione del radicchio iniziò ai primi del 1900 nelle zone di Avesa, di
Quinzano e nella Valpolicella. La semina avveniva lungo gli interfilari
delle viti o delle piante da frutto o seguiva il frumento; il prodotto era
chiamato "cicoria rossa".

Una foto dal passato di
Casaleone
La
coltivazione si specializzò maggiormente con l'introduzione della tecnica
dell' "imbianchimento", importata in Italia alla fine del XVIII secolo dal
belga Francesco Van Den Borre. I radicchi si collocavano a mazzi in buche
scavate direttamente nei letamai, la pulitura veniva fatta nel "caldo"
interno delle stalle e il prodotto, pulito dalle foglie esterne, veniva
offerto al mercato con il nome di "zermoii" (un germoglio che sbocciava
sulla tavola dei veronesi durante l'inverno).
Dopo l'ultimo
conflitto mondiale, iniziava la coltivazione estensiva del Radicchio "Rosso
di Verona" per i mercati nazionali e per l'esportazione. Si adottarono nuovi
incroci fra l'originario radicchio e una selezione di "Rosso di Treviso" per
avere piante più contenute in altezza, di forma meno affusolata rispetto
all'originale radicchio trevigiano, con grumolo pieno e molto affusolato.

L'oro rosso di Casaleone
nel suo habitat naturale!
La
coltivazione del radicchio si estese soprattutto nella pianura veronese
nelle zone del colognese, di Legnago, di Casaleone, fino a Isola della
Scala.
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